Fratte: tra retorica e ombre inquietanti

Lascia un commento

7 maggio 2015 di Massimiliano Amato

Una sciocchezza resta una sciocchezza, anche quando è scritta bene. Sul duplice omicidio di Fratte, Salerno, circolano analisi che, nella migliore delle ipotesi, hanno il vizio di essere un tantino superficiali. C’è di peggio, però: per esempio, qualche post letto sui social, grondante retorica un tanto al chilo a proposito del vecchio, caro, attacchinaggio militante di una volta. Una sciocchezza, appunto, se rapportata alla realtà dei fatti. Viene spontaneo chiedersi: cui prodest? I fatti, dunque: secondo le risultanze delle prime indagini di Squadra Mobile e Procura i due attacchini, appena “ingaggiati” da un aspirante consigliere regionale collegato al candidato presidente del centrodestra, sarebbero stati abbattuti per strada come bestie su ordine di un boss della zona collinare della città. Costui, già processato in passato per associazione camorristica, avrebbe qualche ora prima rivendicato la pretesa di controllare  la “piazza” (Fratte e le vicine zone collinari) per averla appaltata in esclusiva (spazi elettorali e attacchinaggio inclusi) ai manifesti di una delle liste che sostiene il candidato presidente del centrosinistra. Nella vicenda (ma non nel duplice omicidio) avrebbe avuto un ruolo anche un dipendente di una società mista del Comune, fratello di un altro presunto boss della camorra cittadina. Lo scenario, quindi, è abbastanza preoccupante. Ce n’è in abbondanza perché la Procura antimafia proceda, oltre che sull’ipotesi di duplice omicidio volontario, anche per quella prevista dall’articolo 416 ter del Codice penale: voto di scambio aggravato dalla finalità mafiosa. Visioni “arcadiche” e accomodanti servono solo ad alzare spesse cortine di fumo. Se Salerno è piena di manifesti ma completamente priva di politica è perché la politica è finita, nell’indifferenza di una “società civile” mai trasformatasi in opinione pubblica responsabile, dentro inquietanti coni d’ombra. Fagocitata dai rapporti, palesi e occulti, tra il livello politico – amministrativo e i mitici “ragazzi dei quartieri”. Relazioni pericolose la cui vera natura non è mai stata investigata a fondo. Né dal sistema dell’informazione locale, che ha sempre evitato le domande “scomode” per non disturbare il manovratore (e per gran parte si è ridotta al ruolo di suo sfiatato megafono), né da chi doveva esercitare il controllo di legalità e spesso ha preferito girarsi da un’altra parte.

MASSIMILIANO AMATO

Uno dei due corpi coperto sulla strada dopo una sparatoria alla periferia di Salerno, in via dei Greci a Fratte. Le vittime della sparatoria avvenuta alla periferia di Salerno sono Angelo Rinaldi e Antonio Procida, entrambi salernitani, con vari precedenti penali. Sul luogo dell'agguato ci sono polizia e carabinieri, con il pm Vincenzo Montemurro, 5 maggio 2015. ANSA/MASSIMO PICA

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Start here

Archivi

Commenti recenti

Pietro Ciavarella su Chi sono
Giuseppe Cacciatore su Quando muore un filosofo
Giuseppe D'Antonio su IL PD E LA LOGICA SCRITERIATA…
Giuseppe Cacciatore su Il riformismo, la sinistra e i…
Massimiliano Amato su Il riformismo, la sinistra e i…
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: