Effetto Cosentino

Lascia un commento

5 marzo 2015 di Massimiliano Amato

Nicola Cosentino è rinchiuso da 11 mesi in una cella del carcere di massima sicurezza di Secondigliano. S’immagina, ed è fortemente auspicabile per la sua sanità mentale, che negli ultimi tempi abbia avuto altro per la testa che le Primarie del Pd. Arrivare ad ipotizzare un suo intervento diretto sul voto di domenica scorsa è quindi una cosa a metà strada tra la boutade e la leggenda metropolitana. Questo lo si sapeva prima dell’apertura dei seggi, e quindi erano pacchianamente strumentali e infondati gli allarmi lanciati, sulla base di uno sciocco selfie, da chi poi le Primarie le avrebbe addirittura vinte. Ma si può ribadirlo, senza tema di smentite (almeno si spera), anche adesso a risultato “certificato”. Così stiamo tutti più tranquilli. Cosentino non ha avuto niente a che fare con la “straordinaria giornata di partecipazione popolare” di cui tromboneggiano i retori democrat senza scuorno (cit. da Aldo Masullo) per i tantissimi seggi in cui si è votato al ritmo di un elettore ogni 30 secondi. Non l’ha inquinata. Non lui direttamente, almeno.

Questa elementare constatazione, però, non è sufficiente a stabilire che il cosentinismo non è stato della partita. Anzi. La notizia che tra le 10 liste di appoggio al candidato presidente del Pd ce ne sarà una ispirata dal senatore Enzo D’Anna, simpaticissimo viveur casertano che a Palazzo Madama tutti hanno imparato a conoscere per le battute un po’ pecorecce e le freddure di cui sono spesso infarciti i suoi pittoreschi interventi in aula, fa anzi ritenere che, pur con il capitano irrimediabilmente out, una parte della “squadra” qualche calcetto al pallone l’abbia tirato eccome. D’altronde, non è che i risultati non si siano fatti vedere: macchè. A Caserta lo sconfitto Cozzolino è andato sotto di un migliaio di voti, nonostante fosse appoggiato dalla totalità del Pd: quadri dirigenti della federazione provinciale, consiglieri regionali, sindaci, amministratori locali, parlamentari. Unica eccezione Nicola Caputo, eurodeputato che, meschino, nel 2013 fu costretto a rinunciare ad una sacrosanta candidatura alla Camera conquistata sul campo alle cosiddette Parlamentarie: tutto per uno stupidissimo avviso di garanzia (!). Appiedato non dalla legge Severino (che fortunatamente non si spinge a tali aberrazioni), ma dal codice etico del Pd: il complesso di norme più derogato della storia.

Ma torniamo alle Primarie di domenica scorsa. I casi sono due. O Caputo, altra simpaticissima persona, produttore di eccellenti vini che esporta in tutto il mondo, finora è stato colpevolmente sottovalutato. Oppure ai suoi voti (pulitissimi perché dotati di regolare marchio doc, come i celebrati “rossi” della prestigiosa cantina di famiglia) si sono aggiunti quelli del senatore D’Anna e dei sostenitori di Nic ‘o ‘mericano. Consensi che a scanso di equivoci vanno ritenuti pur essi puliti. Immacolati, anzi: fino a prova del contrario. Purché del loro nitore si convinca anche chi ne ha beneficiato, visto che per tutta la campagna elettorale li ha pubblicamente definiti (a torto o a ragione) indesiderati. Alternando il registro dell’insinuazione a quello della denuncia. In cui il non detto era l’addebito al diretto concorrente di patti inconfessabili. Insomma, ci siamo perfettamente capiti, no?

In tutto questo, il diretto concorrente (poi battuto) rischia di passare pure per fesso, perché, risultati finali alla mano, a Caserta ha stretto patti solo con gli elettori del suo partito, ma è finito su tutti i giornali per un’innocente fotografia scattata davanti a un bar di corso Trieste, il salotto buono della città, frequentato dai griffatissimi “orfani” dell’ex potentissimo plenipotenziario berlusconiano di Campania ora in disgrazia.

E’ sbagliato scrivere la storia politica di una regione con gli atti giudiziari, d’accordo. Ma le inchieste che hanno travolto Cosentino, al di là della rilevanza penale dei singoli comportamenti sui quali saranno i Tribunali a pronunciarsi, hanno portato alla luce un dato storico-sociologico preoccupante: e cioè il progressivo formarsi negli ultimi due decenni in Campania di una zona opaca in cui pezzi della politica e dell’economia hanno stretto alleanze organiche, talvolta saldandosi, con la criminalità organizzata. Questo almeno il convincimento dei magistrati. E il futuro prossimo della regione è legato all’uso che la prossima amministrazione di Palazzo Santa Lucia farà delle risorse pubbliche, statali e comunitarie, intorno a tre assi strategici: il ciclo del cemento, i rifiuti, le bonifiche ambientali. Settori che non si sono mai rivelati del tutto impermeabili (anzi) alle infiltrazioni.

D’Anna e il suo gruppo hanno tutto il diritto di rivendicare piena agibilità politica perché estranei a questo mondo, ma si fa molta fatica a stabilire una qualche prossimità tra la loro esperienza, peraltro nata per far “pagare” a Berlusconi l’esclusione di Cosentino dalle candidature alle politiche di due anni fa, e il “nuovo corso” imposto al Pd e al centrosinistra dal segretario – premier. Insomma, inutile girarci intorno: l’appoggio al vincitore delle primarie da parte del senatore casertano pone un problema politico aggiuntivo al Pd. Trattasi di una questione incandescente, l’ennesima di una vicenda che sembra impastata nella lava di un vulcano in eruzione, e che Renzi prima o poi sarà costretto a circoscrivere e arginare.

MASSIMILIANO AMATO

immagine primarie campania

»

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Start here

Archivi

Commenti recenti

Pietro Ciavarella su Chi sono
Giuseppe Cacciatore su Quando muore un filosofo
Giuseppe D'Antonio su IL PD E LA LOGICA SCRITERIATA…
Giuseppe Cacciatore su Il riformismo, la sinistra e i…
Massimiliano Amato su Il riformismo, la sinistra e i…
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: