Primarie Pd e SeL: il caso Campania

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5 gennaio 2013 di Massimiliano Amato

Se ne parla poco, forse perché stavolta non c’è stato nessun Veltroni che, nel prime time faziano di Rai 3, ha denunciato cinesi in fila ai gazebo. Era gennaio del 2011, due anni fa, più o meno, e a partire da quella segnalazione del primo segretario democrat lo scandalo delle primarie alla pummarola del centrosinistra napoletano (si doveva scegliere il candidato sindaco) deflagrò clamorosamente, disintegrando quel che rimaneva del Pd, di SeL e degli altri partiti della coalizione “progressista”. I cinesi in fila, si scoprì, erano solo la punta di un gigantesco iceberg. Venne fuori di tutto, al punto che dal Nazareno partì l’ordine di azzerare la consultazione. Stavolta è diverso. La parola d’ordine sembra essere sopire e troncare, troncare e sopire, giusto l’insegnamento del don Ferrante di manzoniana memoria. Però, mettendo insieme spifferi, indiscrezioni e un bel po’ di testimonianze dirette, un’idea di come sono andate le cose alle parlamentarie del 29 dicembre, sia sul versante Pd che sul versante SeL, uno riesce a farsela lo stesso. Volendo, appunto. E non è una bella idea. Il quadro che emerge è, ahimé, abbastanza simile a quello di due anni fa. Carlo Tarallo, su Dagospia, parla di un documento, planato direttamente sulla scrivania di Bersani, che racconterebbe cose turche: http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/primarie-taroccate-laffare-si-ingrossa-un-documento-con-nomi-cognomi-denunce-di-voti-gonfiati-48911.htm. Ancora peggio la situazione dentro SeL, dove due candidati di punta, Tonino Scala nel collegio Campania 1, e Gianpaolo Lambiase a Salerno, hanno inondato di ricorsi la commissione nazionale di garanzia. Respinti quelli di Scala, che nella tarda serata di sabato 29, con più del 90% dei seggi scrutinati, è andato a dormire tranquillo, straconvinto di aver superato l’asticella, e al risveglio, la mattina di domenica 30, si è ritrovato tagliato fuori con un margine troppo ampio per non autorizzare sospetti di rimaneggiamenti notturni del risultato. Per inciso, nei suoi ricorsi Scala parla anche di “schede fotocopiate” e altre nequizie del genere: e i punti di contatto con quanto avvenne due anni fa aumentano. Accolto solo in parte, invece, il ricorso di Lambiase, che ha ottenuto la (platonica) soddisfazione di vedere annullato l’esito della consultazione a Pagani (dove le schede a disposizione dei vendoliani erano 500, e quelle scrutinate, alla fine, superavano quota 700), ma non è riuscito a spuntarla sulla denuncia più importante. Quella relativa alla straordinaria affluenza (più del 100% rispetto al primo turno delle primarie per la premiership) “certificata” dal comitato organizzatore salernitano. Insomma, se nel resto d’Italia solo un terzo degli elettori registratisi ai seggi il 25 novembre ha votato anche per le parlamentarie, a Salerno (ma altrove, in Campania, la situazione non sarebbe stata molto dissimile, soprattutto nel campo democrat) la voglia di partecipazione sarebbe stata talmente straripante da spingere ai gazebo tutti quelli che scelsero il loro candidato alla presidenza del consiglio. E, per soprammercato, ci hanno aggiunto pure qualcun altro. Immagino (ma naturalmente non ne ho le prove) che da qualche parte risulterà che ho votato pure io, uno dei tre milioni della prima consultazione. Invece mi sono astenuto, sia al ballottaggio che il 29 dicembre. Lo giuro: anzi, per entrambi i casi, posso esibire alibi di ferro. Allo stesso ballottaggio, peraltro, si era registrata una netta flessione. Ma forse perché lì non c’era Vendola, e un turno di riposo, per i poveri elettori del centrosinistra chiamati a votare tre volte nel giro di un mese, era necessario e consigliabile.

Sia come sia, Scala e Lambiase, preso atto dell’irremovibilità degli organismi nazionali, si sono chiamati fuori dalla competizione. Non si candideranno. Sono defezioni gravi, cui nessuna “soluzione politica” potrà porre rimedio. Perché il punto, al di là della stessa questione relativa alla fondatezza o meno dei ricorsi, è uno solo: per la situazione di gravissima emergenza morale e di estremo degrado in cui versa la politica campana, le primarie del centrosinistra dovevano essere – e sottolineo dovevano – al di sopra di ogni sospetto. Averle portate molto, ma molto, al di sotto mette piombo nelle ali allo schieramento riformista. Riducendone il potenziale di legittimazione a proporsi come alternativa credibile ai vari Cosentino, Cesaro, Landolfi e compagnia cantante (la candidatura di Rosaria Capacchione risulterebbe essere, sotto questo aspetto, solo la classica foglia di fico) e esponendolo ai venti impetuosi degli integralismi venati di populismo giustizialista. E sì, perché esattamente come avvenne due anni fa, sullo sfondo di questa ennesima, umiliante (per tutti), vicenda, già s’intravede il ghigno beffardo di Giggino de Magistris, pronto a fare un sol boccone di un elettorato sempre più mortificato dai maneggi delle nomenklature di partito, consegnato ormai ad uno stato di disillusione permanente, prossima a diventare definitiva. (m.a.) 

primarie-centrosinistra-03

5 thoughts on “Primarie Pd e SeL: il caso Campania

  1. FRANCO CAMERA ha detto:

    CHE VERGOGNA E DELUSIONE. DA VECCHO TESSERATO NON ANDRO’ A VOTARE PIU’. SI E’ UGUALI A TUTTI GLI ALTRI PARTITI E PURTROPPO DEVO AMMETTERE CHI AFFERMA QUESTO. PECCATO CREDEVO IN SEL MA I DIRIGENTI PROVINCIALI, REGIONALI E NAZIONALI HANNO DIMOSTRATO ANCHE LORO CHE NON BISOGNA CAMBIARE NULLA E CONTINUARE A NOMINARE I PARLAMENTARI CON ALTRI ESPEDIENTI COME E’ ACCADUTO IN CAMPANIA E FORSE ANCHE IN ALTRE REGIONE. VERGOGNATEVI AVETE ABBUSATO DELLA BUONA FEDE DI ALCUNI ISCRITTI CREDENTI NELLA VERA DEMOCRAZIA DI SINISTRA.

  2. vincenzo ha detto:

    UMILIANTE!

  3. Anna Grimaldi ha detto:

    Ad Eboli Gerardo Rosania ha ritirato la propria candidatura il 28 dicembre, proprio perchè già era chiaro quello che poi si è verificato: http://www.facebook.com/notes/sel-circolo-la-sinistra/caro-nichi/10151185941491709

  4. Alberto Fiore ha detto:

    @Franco Camera…non credere a tutto quello che si scrive… io sono un tesserato ed ho partecipato attivamente… ma specialmente in provincia di Salerno c’è alcun motivo di lamentarsi… chi si lamenta si lamenta perchè ci siamo aperti anche ad un candidato ex pd ed anti camorra che si è candidato con SEL

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